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Notizie Acli

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cinquepermille Acli

Scritto da Manuela Abbate. Postato in Notizie Acli

 

5xmille alle Acli: povertà, famiglia, giovani e lavoro, welfare e cooperazione internazionale.

Ogni anno il tuo 5×1000 alle Acli diventa un aiuto concreto attraverso progetti a sostegno delle comunità locali in tutto il territorio italiano. Realizziamo attività di sostegno alla famiglia, progetti di contrasto alla povertà, iniziative di ricerca, formazione e avviamento al lavoro, interventi di educazione alla cittadinanza attiva e alla legalità nelle scuole e progetti di cooperazione internazionale. Quest’anno, con il contributo del 5x1000, abbiamo sostenuto 121 progetti che hanno permesso la realizzazione di 12.500 ore di formazione nelle scuole e di servizi per famiglie e giovani in cerca di lavoro, la raccolta e distribuzione di 870.500 kg di generi di prima necessità, coinvolgendo 28.370 destinatari nelle nostre iniziative e impegnando 692 volontari.

PER UN BIELLESE SOSTENIBILE E SOLIDALE Ripensare il territorio per un futuro giusto, equo, solidale e nonviolento per tutti

Nel territorio biellese esiste una fitta rete di associazioni religiose e laiche, quindici delle quali hanno iniziato a lavorare insieme a partire dal maggio del 2014, per coordinare ed attivare iniziative contro la povertà a livello locale, non solo una povertà intesa dal punto di vista economico riguardante il singolo individuo, ma anche dal punto di vista sociale (ovvero dell’intera collettività) ed ambientale (dallo spopolamento dei territori all’ inquinamento dei paesaggi naturali). In questi anni sono state molte le iniziative portate a compimento (cene sociali con i soggetti svantaggiati che frequentano la Mensa del Pane Quotidiano gestita dalla Caritas Diocesana; raccolta di 5000 firme presentata alla prefettura per l’introduzione del REIS e costituzione della relativa “Alleanza contro la povertà” di cui le ACLI Provinciali son state prime promotrici di un ampio gruppo di associazioni e sindacati. Questa iniziativa è nata nell’ambito del progetto del 2014 “Abitare vivere partecipare, insieme per costruire la città dell’uomo”. A questo progetto sono seguiti tre anni di percorsi di riflessione e crescita sui temi sociali ed ambientali attuali, denominati “Lavorare per la cura della casa comune” ed ispirati all’ Enciclica “Laudato Sì” di Papa Francesco, sia sotto forma di conferenze, che di laboratorio per i giovani, rassegne cinematografiche e spettacoli teatrali). Questo quinto anno di lavoro sul tema generale dell’ “ecologia integrale” e della “cura della casa comune”, vuole focalizzarsi sul tema di comune sviluppare, nel biellese, esperienze di comunità capaci di stimolare uno sviluppo armonico e sostenibile del territorio. Le riflessioni della Laudato Sì, riprese nel recente sinodo sull'Amazzonia, chiedono di sperimentare nuove forme di partecipazione in grado di fornire rispetto concrete e capaci di costruire un futuro giusto, equo, solidale e nonviolento per tutti. DESCRIZIONE MOTIVAZIONI E OBIETTIVO GENERALE Obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare la cittadinanza biellese sull'idea di "cura della casa comune" attraverso sia momenti di riflessione e dibattito sia esperienze concrete. Uno dei luoghi privilegiati dell'azione del progetto sarà le scuole, con cui le attività dello scorso anno hanno permesso di aprire un fecondo canale di collaborazione. Altro obiettivo, non secondario, è quello di creare, attraverso momenti conviviali, spazi di formazione e crescita all’ interno dei circoli ACLI, per fare in modo da stimolare la loro funzione sociale ed aggregante.

 

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Le tre lezioni della crisi

Scritto da Manuela Abbate. Postato in Notizie Acli

Sarebbe davvero una grande occasione persa se l’economia uscisse da questa crisi come era all’inizio del 2020. Tre cose, almeno, dovremmo averle imparate.

di Luigino Bruni, economista

«Niente sarà più come prima». Si sente dire spesso in queste settimane. Speriamo tutti che cambi il modo politico e sanitario di affrontare e prevenire le emergenze globali. Non è, però, affatto detto che cambi il modello economico o il capitalismo. Ci attendono mesi di seria crisi economica, soprattutto in alcuni settori che più dipendono dalla mobilità, come turismo, ristorazione, cultura… Ma l’impressione crescente è che la gente non percepisca questa grave crisi anche come una crisi dello stile di vita capitalistico. Sarebbe però davvero una grande occasione persa se l’economia uscisse da questa crisi come era all’inizio del 2020. Perché alcune cose dovremmo averle imparate.

Innanzitutto non tutti i Paesi hanno risposto allo stesso modo. La Germania la Francia e alcune regioni d’Italia dove ancora esiste una sanità pubblica non smantellata hanno retto molto meglio della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e del modello misto pubblico-privato della Lombardia. Abbiamo capito che una sanità pubblica e capillare nei territori non era un retaggio feudale, ma una sorta di assicurazione collettiva contro i grandi rischi. Che il mercato capitalistico funziona benino per le cose semplici e nei tempi ordinari, ma è inadeguato per le crisi e per le gravi emergenze. Perché? In questi anni di ideologia neoliberista quasi tutti gli Stati hanno tagliato le spese sanitarie, hanno ridotto (tranne la Germania) i posti letto per la terapia intensiva, e hanno gestito anche la sanità come fosse un’impresa, quindi sottoposta alla legge costi-benefici: se un investimento non rende nei tempi e nei modi del capitale, non si fa. I manager che portano avanti i grandi ospedali (sempre più grandi e sempre in minor numero) si formano come i manager di tutte le imprese. E così non si applica un principio base della dottrina sociale della Chiesa: il principio di precauzione, che dice di assicurarsi collettivamente per eventi rari ma molto dannosi. Ci assicuriamo per ogni incertezza, ma il capitalismo non assicura se stesso dalle grandi crisi. E questo è sciocco.

Inoltre, gli aiuti alle imprese sarebbe bene fossero sottoposti a delle forme di condizionalità. Una, importante, riguarda la distribuzione dei dividendi ai soci: se le imprese grandi riceveranno aiuti devono impegnarsi a non distribuire dividendi o a distribuirne molto pochi. Vale a dire: se quando ci sono le grandi crisi le imprese vengono aiutate dagli Stati per non fallire – lo abbiamo visto con le banche durante la recente crisi finanziaria –, perché i fallimenti sarebbero devastanti per tutti, allora nei tempi ordinari le imprese devono accumulare ricchezza da usare nei tempi di crisi. Gli azionisti non possono mungere le imprese nei tempi delle vacche grasse e ricorrere alla fiscalità generale nei tempi delle vacche magre, che saranno sempre più frequenti in un’economia globalizzata e fragile. Anche perché le tasse (negli Stati a elevata evasione come l’Italia) le pagano in massima parte famiglie e lavoratori dipendenti, tasse che poi vengono usate per aiutare le imprese i cui dividendi finiscono in massima parte a banche e a soggetti benestanti.

Infine, questa crisi dovrebbe essere l’occasione per introdurre comitati etici in tutte le imprese medio-grandi e in tutte le banche e istituzioni finanziarie, perché vigilino sulla loro condotta etica anche nei tempi ordinari. Occorre far sì che le imprese siano gestite diversamente, con sostenibilità ambientale e reddituale, che non siano le trimestrali a comandare ma il medio e il lungo periodo. Altrimenti attenderemo che arrivi la prossima crisi e saremo ancora impreparati.

pubblicato sul Messaggero di Sant'Antonio il 07/05/2020

© Giuliano Dinon / Archivio MSATAGS: Coronavirus e mercato

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CONTRASTO ALLA POVERTA'

Scritto da Manuela Abbate. Postato in Notizie Acli

Questo piccolo progetto cui abbiamo aderito è diventato operativo in queste settimane per contribuire a dare  supporto alle nuove povertà, non facilmente intercettabili, prodotte dal Covid19. Ci aggiungiamo così alla rete sociale  che dà risposte alla povertà  con l’obiettivo di sostenere alcune famiglie di “nuovi poveri” segnalati dai nostri Circoli —10 come minimo— garantendo  loro una spesa settimanale di alimenti base che verrà recapitata direttamente nelle loro case per 2/3 mesi.   Il tuo aiuto sarebbe davvero utile.  Unisciti a noi contribuendo a questa giusta causa.  Puoi collaborare facendo una donazione sul seguente conto corrente bancario delle Acli biellesi   IT11V0609022303000010200402  con la causale “una mano per la spesa”.  Della gestione del progetto verrà data completa documentazione.