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Servizi Acli

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Due nuovi servizi: emissione di voucher o buoni lavoro e richiesta dell' amministratore di sostegno.

Scritto da Sergio Delpiano. Postato in Servizi Acli

Da poco sono stati attivati due nuovi servizi che le Acli biellesi e la FAP (federazione Anziani e Pensionati) hanno aggiunto ai servizi già presenti da tempo ai nostri sportelli. 

VOUCHER E BUONI LAVORO
Può capitare nella vita di svolgere del lavoro accessorio, cioè una particolare modalità di prestazione lavorativa occasionale non riconducibile ai contratti di lavoro tradizionali, in quanto svolta in modo saltuario.
Presso le Acli da quest'anno è possibile attivare e gestire i buoni lavoro (o voucher), ricevere assistenza per le persone interessate al pagamento tramite buoni lavoro e ricevere assistenza anche per l'incasso della somma tramite buoni lavoro.
Quali vantaggi ci sono per colui che paga tramite voucher?
Il committente può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, senza rischiare vertenze sulla natura della prestazione e senza dover stipulare alcun tipo di contratto.
Quali vantaggi per il lavoratore retribuito in voucher?
Il prestatore di lavoro può integrare le sue entrate attraverso queste prestazioni occasionali, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato.
È, inoltre, cumulabile con i trattamenti pensionistici e compatibile con i versamenti volontari.
Per ricevere maggiori informazioni riguardo ai buoni lavoro è necessario telefonare alla sede Acli Biella tel. 015 20515 oppure al tel. 015 23630 o mandare una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
 
AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO
Presso le Acli ha preso avvio un nuovo servizio della Federazione Anziani e Pensionati Acli, approntato con la collaborazione del Patronato Acli, denominato 
AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO.
La figura è volta a tutelare le persone prive in tutto o in parte di autonomia, con la minore limitazione possibile della capacità di agire.
Questo istituto giuridico è entrato per la prima volta nell’ordinamento italiano con la legge n. 6 del 9 gennaio 2004. Lo scopo è quello di affiancare il soggetto la cui capacità di agire risulti limitata o del tutto compromessa. 
Obiettivo dell' amministratore è tutelare le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente in grado di andare incontro alle loro esigenza, anche aiutandole ad affrontare problemi concreti (come acquistare, vendere, affittare un appartamento o investire somme di denaro). 
Il servizio è rivolto pertanto ad aiutare le famiglie in cui è presente una persona con un’invalidità temporanea o permanente (anziani, Malati di Alzheimer, portatori della Sindrome di Down, persone temporaneamente inferme, prive di autonomia, ecc…) a richiedere la figura dell' amministratore di sostegno.
La domanda può essere presentata dall’interessato, anche se minore, interdetto o inabilitato, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il 4° grado, dagli affini entro il 2° grado, dal tutore o curatore e dal pubblico ministero.
è nato questo nuovo servizio presso i nostri sportelli Acli perchè abbiamo a cuore il desiderio di espandere una tutela sociale per le famiglie in difficoltà,e desideriamo offrire una protezione dalla logica talvolta ghettizzante dell’interdizione.
Al nostro sportello potrete ricevere ulteriori informazioni e chiarimenti e verrete seguiti nella compilazione della domanda e durante tutto l’iter che segue per arrivare a beneficiare della figura dell’ amministratore di sostegno. La pratica non ha oneri, salvo le imposte di bollo, per gli iscritti alla FAP ed ha prezzo contenuto per gli iscritti alle ACLI.
 
Lo sportello è attivo presso la sede di via Galileo Galilei 3 a Biella. È possibile prendere appuntamento contattando i referenti ai numeri 393 1650202 o 393 6482522 o 015 23630. 
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Bonus 80 euro: colf e badanti lo recuperano presentando il 730.

Scritto da Operatori colf e badanti. Postato in Servizi Acli

colf

Anche coloro i quali sono provvisti di un datore di lavoro che non ricopre il ruolo di sostituto d’imposta, cioè che non effettua le trattenute Irpef in busta paga (vedi ad esempio colf e badanti) possono comunque godere del bonus Irpef da 80 euro (cosiddetto “bonus Renzi”) presentando il 730/2015. Come si ricorderà il beneficio è stato introdotto col Decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014 (articolo 1), in materia di “Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati”, con la finalità – spiega l’Agenzia delle Entrate nella Circolare 8/E 2014 –, “di ridurre nell’immediato la pressione fiscale e contributiva sul lavoro”, riconoscendo “un credito ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, la cui imposta lorda sia di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro loro spettanti”.

Nella sostanza il bonus (da cui sono esclusi pensionati e lavoratori autonomi) corrisponde a un innalzamento della detrazione sul lavoro dipendente, e nel concreto si traduce in un credito da 80 euro al mese corrisposto per il periodo da maggio a dicembre 2014, per un totale quindi di 640 euro, visto che il decreto è entrato in vigore a maggio 2014. Questi 80 euro, però, sono destinati ai soli lavoratori dipendenti e assimilati che percepiscono annualmente un reddito complessivo (ad esclusione dell’abitazione principale) tra gli 8.001 e i 24.000 euro (fino 8.000 si è fiscalmente esenti), mentre dai 24.001 ai 26.000 euro gli 80 euro vanno a progressivamente scendere fino all’azzeramento. Di conseguenza chi percepisce redditi a partire dai 26.001 euro non può godere del bonus. Fra l’altro il meccanismo prevede che l’erogazione sia parametrata al periodo di lavoro nell’anno, vale a dire che per godere degli 80 euro pieni, non basta che la propria soglia di reddito rispetti i requisiti summenzionati, ma che il rapporto di lavoro perduri per tutti e 12 i mesi. In pratica, portando a casa un reddito pari a 20.000 euro, quindi perfettamente compreso nel range tra gli 8.001 e i 24.000, ma avendo lavorato soltanto per sei mesi, il bonus verrà comunque ricalcolato essendo più basso degli 80 euro canonici.

Vengono esclusi dal bonus solo quei contribuenti la cui imposta lorda risulti inferiore alle detrazioni da lavoro dipendente; viceversa qualora l’imposta lorda fosse azzerata da altre detrazioni - vedi ad esempio quelle per i familiari a carico - il bonus verrebbe comunque applicato.

Veniamo allora a tutti quei contribuenti il cui datore di lavoro, non essendo sostituto d’imposta, non ha potuto erogare il credito direttamente nelle buste paga del 2014. Queste persone avranno appunto l’opportunità di recuperarlo presentando un 730/2015 senza sostituto. Andando al CAF o da un intermediario dovranno munirsi della Certificazione Unica 2015 rilasciata dal proprio datore di lavoro, sulla quale dev’essere stato riportato il reddito effettivamente percepito nel 2014, al netto cioè dei contributi previdenziali già versati dallo stesso datore. Ora, in base a questo reddito verrà calcolata l’imposta, ma sarà anche calcolato il bonus, quindi l’imposta risentirà inevitabilmente del bonus (se ad esempio risultasse un bonus inferiore all’imposta, il primo sarebbe comunque “detratto” dalla seconda; viceversa con un bonus superiore all’imposta, il lavoratore andrebbe a credito e avrebbe quindi diritto a un rimborso; tale rimborso non proverrebbe però dal datore di lavoro, bensì dallo Stato). 

Nel modello 730/2015 l’Agenzia delle Entrate ha ritagliato uno spazio specifico denominato “Bonus Irpef”. Potete recarvi nei nostri sportelli per presentare la dichiarazione dei redditi e riceverete maggiori informazioni e chiarimenti a riguardo.