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Prestiti ai pensionati con cessione del quinto

Scritto da Patronato Acli. Postato in Pensioni, reversibilità, invalidità, assegno sociale, bonus famiglia, bonus energia, social card, amministratore di sostegno

Un pensionato può stipulare con una banca o intermediari finanziari un prestito da estinguersi con una trattenuta mensile sulla quota della pensione?

Dal 2007 anche i pensionati possono ottenere prestiti da estinguere con la cessione di quote della pensione, fino a un quinto del suo importo. L’Inps provvede a rimborsare il prestito concesso trattenendo direttamente dalla pensione le singole rate. Sono oggetto di cessione tutti i trattamenti pensionistici anche quelli liquidati in via provvisoria, con l’esclusione delle pensioni e assegni sociali, trattamenti di invalidità civile, assegni straordinari di sostegno al reddito, pensioni ai superstiti corrisposte a più contitolari, ecc. Per la cessione del quinto della pensione sono previste alcune condizioni. Anzitutto, i prestiti non possono avere durata superiore a dieci anni e devono essere garantiti mediante assicurazione sulla vita che ne renda sicuro il recupero in caso di decesso del titolare della pensione. Il pensionato può cedere fino a un quinto della sua pensione, calcolato al netto delle ritenute fiscali. Per chi è titolare di più pensioni il calcolo della quota è operato sulla somma dei trattamenti medesimi. La legge prevede, inoltre, il principio della salvaguardia del trattamento minimo. La pensione, al netto della trattenuta del quinto, deve risultare superiore all’importo corrispondente al trattamento minimo in vigore (€ 501,38 per il 2014). Qualora l’importo scenda sotto tale limite, la ritenuta dovrà essere determinata in modo da salvaguardare il predetto trattamento. Prima di stipulare un contratto di cessione, il pensionato deve chiedere all’Inps la "Comunicazione di cedibilità". Tale comunicazione indica l’importo della quota cedibile e va presentata alla banca o alla finanziaria con la quale si intende contrarre il prestito.· Stipulato il contratto di prestito, questo deve essere notificato all’Inps il quale, entro il terzo mese successivo alla data di notifica, avvia il recupero delle rate sulla pensione. Eventuali rate già scadute sono recuperate con l’applicazione di una ritenuta aggiuntiva mensile sulla pensione. Venerdì, 10 Gennaio 2014 Scritto da Franco Bertin

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Lavoratori a rischio amianto

Scritto da sito PatronatoAcli. Postato in Pensioni, reversibilità, invalidità, assegno sociale, bonus famiglia, bonus energia, social card, amministratore di sostegno

Con Circolare n. 164, del 29 novembre 2013, l'Inps ha dettato ulteriori precisazioni in merito alla documentazione da produrre perché sia riconosciuto il prescritto incremento di anzianità ai lavoratori esposti, nel corso della loro attività lavorativa, all'inalazione di polveri di amianto. La circolare si è resa necessaria a seguito delle disposizioni dettate dall'art.42-quater della legge 98/ 2013, di conversione del DL 69/ 2013. ( circolare INPS 2.12.2013)