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Collaboratrici domestiche, assistenti familiari

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Le Acli Colf sono l’Associazione professionale delle Acli che organizza le collaboratrici e i collaboratori familiari.

Nate nel 1945, operano per tutelare i diritti delle colf; raccogliere domande ed offerte di lavoro e metterle in relazione; informare sulla normativa riguardante pubblici e non che il territorio offre e persone e famiglie; informare su servizi sulle possibilità di accesso ai medesimi.

L'evoluzione delle dinamiche famigliari e degli stili di vita, insieme a fenomeni concomitanti come il nuovo ruolo assunto dalle donne nel mondo del lavoro, 'aumento della popolazione anziana e delle disabilità ha portato alla creazione di un ulteriore e specifico servizio rivolto al "lavoro di cura".

Mondo Colf si propone di valorizzare questo settore in continuo sviluppo da cui proviene una richiesta crescente di servizi mirati, affinché l'assistenza diventi un punto centrale nella rete di risorse e di opportunità di sostegno alla domiciliarità anche con la formazione e l'organizzazione delle Colf per una "professione della cura".

In allegato trovate la brochure con orari e luoghi del servizio.

Allegati:
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Colf: pubblicati i nuovi minimi contrattuali 2017

Scritto da Sergio Delpiano. Postato in Collaboratrici domestiche, assistenti familiari

Ho assunto un’assistente familiare per mia nonna agli inizi del 2016. Ho sentito che sono stati pubblicati i nuovi minimi che cosa vuol dire?

Anche le retribuzioni delle lavoratrici domestiche sono soggette a minimi contrattuali: per ogni categoria di lavoratore, assegnata sulla base delle mansioni svolte all’interno della famiglia, viene individuata una “Tabella” di riferimento, che individua il livello minimo che deve essere corrisposto alla lavoratrice, e sotto il quale la retribuzione viene considerata “insufficiente” e “inadeguata”.

 

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Bonus 80 euro: escluse colf, badanti e incapienti

Scritto da Luca Maggia. Postato in Collaboratrici domestiche, assistenti familiari

Il bonus IRPEF di 80 euro approvato dal governo Renzi per i lavoratori dipendenti e i collaboratori assimilati che hanno un reddito tra gli 8.000 e i 24.000 euro l'anno, non riguarderà i lavoratori il cui datore di lavoro non è un sostituto d'imposta, come le badanti e le colf, e quei lavoratori "incapienti", cioè coloro che dichiarano redditi inferiori a 8.000 euro e per i quali le detrazioni da lavoro azzerano quindi l'imposta. 

"Un intervento che - afferma Raffaella Maioni, responsabile nazionale Acli Colf - lascia fuori molte delle fasce oggi più bisognose di sostegno e che, per quanto riguarda il nostro settore specifico, sicuramente non riconosce il lavoro domestico come un vero lavoro escludendo circa un milione di lavoratori dal vedersi riconoscere un diritto al pari dei colleghi di altri settori professionali".

"Quello domestico - aggiunge Maioni - è una colonna portante del nostro welfare, che sostiene la vita quotidiana di migliaia di famiglie, settore che deve dunque essere sostenuto proprio perchè la crisi attuale sta facendo scivolare nuovamente tale settore nell'economia sommersa, nell'invisibilità delle convenienze al ribasso, nelle illegalità".

"L'auspicio - conclude - è che il governo Renzi riconosca che il lavoro di cura merita maggiore considerazione e rispetto, e che pertanto provveda a riconoscere un bonus anche ai lavoratori domestici, quanto meno attraverso la dichiarazione dei redditi".

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Regolarizzare un lavoratore domestico “in nero” ?

Scritto da Patronato ACLI. Postato in Collaboratrici domestiche, assistenti familiari

Ho in prova, ma in nero, un’assistente familiare per mia madre anziana. Si tratta di una cittadina straniera senza permesso di soggiorno. C’è possibilità di regolarizzarla? Ci sarà un decreto flussi? Gentile signora, al momento non è prevista alcuna procedura di emersione che permetta di regolarizzare lavoratori non comunitari. Inoltre, non è possibile prevedere se e quando sarà emanato un “decreto flussi” che consenta la chiamata nominativa dall’estero di lavoratori stranieri. Dopo la regolarizzazione del 2012 non sono state previste altre procedure di ingresso. I Governi hanno deciso, vista la crisi economica, di permettere il solo ingresso di lavoratori altamente qualificati o stagionali (settori dell’agricoltura e del turismo) e, considerato l'aumento della disoccupazione in Italia, di favorire la ricollocazione di lavoratori italiani o stranieri già presenti regolarmente e subito disponibili sul mercato.