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Dichiarazioni dei redditi - IMU, ISEE

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ACLI Service Biella srl, certificata in conformità alle norme UNI-EN ISO 9001: 2008 da ANEOR, ha attuato alcune iniziative di miglioramento nella erogazione e di ampliamento nella varietà dei propri servizi nella direzione, soprattutto, di privilegiare l’attenzione al cliente e di aumentare le prestazioni aziendali.

Il cammino iniziato può essere proficuamente proseguito nell’ottica del miglioramento dei servizi e della piena soddisfazione di tutte le parti in causa che riconoscono in ACLI Service Biella srl un’azienda degna di attenzione e di interesse. In questo senso possono essere individuati alcuni ambiti sui quali focalizzare attenzione, impegno e risorse per
continuare con successo il cammino avviato.

Essi sono:
1.L’aumento della capacità di accoglienza e presa in carico del cliente mediante un approccio e un’offerta di servizi più integrati
2. Il consolidamento della presenza su scala provinciale mediante un aumento della quantità di servizi erogati
3. Una maggiore capacità di promozione dei servizi offerti dalle ACLI nel loro complesso. Tuttavia può succedere che il cliente debba
presentare un reclamo per problemi sorti nel corso dell’erogazione di un servizio. A tal fine è disponibile presso il banco accoglien-
za un apposito modulo (MD10rev01) che, compilato nelle parti di interesse, deve essere firmato e consegnato ad un operatore che
provvederà ad inoltrarlo alla Responsabile.

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730 precompilato: oltre il 70% dei contribuenti si rivolgeranno ad un CAF, centro di assistenza fiscale

Scritto da Sergio Delpiano. Postato in Dichiarazioni dei redditi - IMU, ISEE

A partire dal 2015, insomma, circa 30 milioni di cittadini, tra lavoratori dipendenti, assimilati e pensionati, potranno contare su una dichiarazione dei redditi già compilata, con quasi tutti i dati inseriti preventivamente dall’amministrazione su segnalazione di diversi soggetti. Abbiamo specificato “quasi” proprio perché, almeno per il 2015, circa il 72% dei contribuenti toccati dalla riforma (stime AdE rese note dal “Sole 24 Ore”) dovranno comunque rivolgersi al CAF di fiducia per integrare il proprio modello. Difatti, nella dichiarazione che l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile l’anno prossimo (in relazione al 2014) saranno certamente inclusi i redditi da fabbricato, lavoro dipendente e pensione, in aggiunta a molti altri oneri che danno diritto a deduzioni o detrazioni, ma al tempo stesso la voce delle spese sanitarie resterà in bianco. Queste infatti compariranno solo a partire dal 2016 relativamente al 2015. Sulla carta la road-map programmata dal decreto può apparire come un percorso lineare e privo di ostacoli, ma alla prova dei fatti bisognerà vedere se vi saranno le condizioni effettive affinché tutti i soggetti coinvolti, amministrazione in primis, possano rispettare tutte le scadenze segnate in rosso sull’agenda. Vediamo allora nel dettaglio quali saranno le tappe dell’elaborazione. Per i contribuenti la prima data clou sarà quella del 15 aprile, quando appunto sarà possibile recuperare, direttamente sul pc di casa, il modello 730 predisposto dall'amministrazione. Tuttavia non è ancora dato sapere come questo passaggio sarà messo in pratica: se ad esempio verrà inviata una banalissima mail con allegato il pdf della dichiarazione, o se invece l’Agenzia stessa, all’interno del proprio sito, predisporrà una sorta di area riservata con “cassetti” fiscali nominativi - come del resto già accade - fornendo in anticipo le credenziali d’accesso per ogni contribuente. Ciò significherebbe, in buona sostanza, che tutti i soggetti provvisti di accredito telematico presso il sito dell’Agenzia delle Entrate potrebbero scaricare da lì il proprio 730. Un’altra soluzione papabile, considerando gli anziani e i meno avvezzi all’informatica, potrebbe essere quella di dare ai Caf, ai commercialisti, o ai sostituti d’imposta (che sono comunque soggetti abilitati) la possibilità di rilasciare la dichiarazione. A questo punto però è necessario riavvolgere il nastro a un mese e mezzo prima del 15 aprile, cioè alla fine di febbraio, quando è previsto che parta tutta la macchina organizzativa dell’elaborazione. La prima scadenza è infatti fissata per il 28 febbraio, giorno entro il quale le banche, le assicurazioni, i fondi pensione, ecc., saranno chiamati a inviare all’Agenzia delle Entrate tutti gli estremi dei versamenti effettuati dai contribuenti nel corso dell’anno. Si tratta appunto dei dati sui quali verranno calcolate le deduzioni/detrazioni relative a mutui ipotecari, contributi previdenziali, polizze assicurative. Dopodiché si arriverà al 7 marzo, step successivo entro il quale è previsto l’invio di una seconda ondata di informazioni. Stavolta saranno infatti i sostituti d’imposta a dover spedire all’Agenzia dell’Entrate i Cud dei singoli dipendenti. A questo punto il quadro sarà “completo”: l’Agenzia avrà a disposizione tutte le informazioni necessarie per elaborare i modelli e ultimarli entro la data del 15 aprile. La palla quindi passerà al contribuente, che una volta esaminato il suo 730 avrà una doppia scelta: confermarlo oppure integrarlo/correggerlo (qualora vi fossero dei dati mancanti o non conformi). La conferma ovviamente renderebbe tutto più sbrigativo, visto che a quel punto non ci sarebbe bisogno di ulteriori controlli da parte dell’amministrazione, e gli eventuali crediti, anche se superiori a 4.000 euro, sarebbero automaticamente rimborsati in busta paga. Qualora invece vi fosse bisogno di qualche aggiustamento (vedi ad esempio l’indicazione delle spese mediche), il contribuente dovrebbe necessariamente rivolgersi al sostituto d’imposta, al CAF o a qualche altro intermediario, sul quale ricadrebbe comunque la responsabilità della correttezza del modello. Per chiudere la partita vi sarà tempo fino al 7 luglio, data limite entro la quale non solo i contribuenti dovranno consegnare al CAF i modelli precompilati ai fini delle eventuali migliorie, ma gli stessi CAF dovranno a loro volta inviarli rettificati all’Agenzia delle Entrate, avendo poi un ulteriore margine di 30 giorni per riconsegnare al contribuente la copia del modello elaborato col relativo prospetto di liquidazione (730-3). Visto quindi il coincidere della doppia scadenza per contribuenti e CAF, è probabile che l’invio all’Agenzia dei modelli rettificati possa slittare a una data più avanzata, altrimenti i CAF/intermediari si troverebbero con l’acqua alla gola fino all’ultimo giorno dovendo elaborare e spedire nello stesso momento i modelli consegnati dai contribuenti ritardatari. Accennavamo infine alla responsabilità sulla correttezza dei dati inviati. È questo un campo molto delicato sul quale il decreto interviene con un’altra novità sostanziale, che prevede appunto la diretta responsabilità degli intermediari chiamati a porre il visto di conformità sul modello. Il visto di conformità è in pratica il nulla osta col quale gli intermediari certificano la bontà di quanto dichiarato. Qualora dunque vi fosse bisogno di ulteriori controlli documentali, ecco che l’Agenzia, anziché scomodare il contribuente, chiamerebbe in causa l’intermediario che su quella dichiarazione ha impresso il proprio “bene stare”. Idem per la richiesta di sanzioni o interessi: a dover aprire il portafoglio sarebbe sempre l’ufficio che ha “licenziato” il 730. C’è un però. La responsabilità infatti dell’intermediario termina nel momento in cui viene rilevato il dolo da parte del contribuente: ciò significa che qualora emergesse che il contribuente ha mentito al Fisco sapendo di mentire, a quel punto la sanzione a carico del CAF o al professionista verrebbe ridotta a un ottavo, a patto però di versarla entro il 10 novembre dell’anno in cui la violazione è stata commessa.

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IMU E TASI...ENTRO QUANDO?

Scritto da Luca Maggia. Postato in Dichiarazioni dei redditi - IMU, ISEE

Nei giorni scorsi il Senato ha approvato le direttive per il pagamento delle imposte locali sugli immobili.

La TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili) sostituirà l'IMU (Imposta Municipale Unica) sulla prima casa mentre, per quanto riguarda gli altri immobili (seconda casa), si andrà invece a sommare all'IMU.

Ecco quindi che, per i possessori di prima casa:

- i comuni di residenza hanno tempo sino al 31 maggio per deliberare le aliquote d'imposta per la TASI, della quale, qualora deliberino entro tale data, andrà pertanto pagato un acconto entro il 16 giugno e un saldo entro il 16 dicembre.

In caso di mancata delibera entro il termine previsto, l'imposta slitterà a settembre o ottobre.

Chi invece possiede una seconda casa,

- dovrà pagare entro il 16 giugno il primo acconto dell'IMU. Entro il 16 dicembre sarò poi previsto il saldo.

Gli sportelli del CAF Acli sono a disposizione per il calcolo delle imposte, contattando lo 015/20515 e lo 015/23630 per prenotazioni.

 

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Il regime fiscale del procacciatore di affari

Scritto da Sergio Delpiano. Postato in Dichiarazioni dei redditi - IMU, ISEE

Il procacciatore d'affari è una figura commerciale abbastanza diffusa. Si tratta di una attività caratterizzata dallassenza di subordinazione dal soggetto interessato alle vendite ed è volta a promuovere la conclusione di contratti. Il procacciatore d'affari è colui che si obbliga a compiere un'opera od un servizio, con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione e senza alcun coordinamento del committente (vedi l'articolo 2222 "Contratto d'opera" del codice civile). In pratica, il compito del procacciatore è mettere in contatto due parti affinché queste concludano un affare.A fronte di tale prestazione la parte che vende il bene o il servizio gli liquida una provvigione, in base ad accordi presi in precedenza. Il procacciatore d'affari può svolgere l'attività in modo occasionale o in modo continuativo. Il procacciatore d'affari occasionale svolge esattamente gli stessi compiti di quello continuativo, ma la caratteristica fondamentale è quella di svolgere l'attività in via del tutto sporadica, senza i requisiti della professionalità e della prevalenza.

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Detrazioni per canoni di locazione

Scritto da Sergio Delpiano. Postato in Dichiarazioni dei redditi - IMU, ISEE

02/12/2013 L'articolo 16 del TUIR prevede, in caso di contratto di locazione di immobili adibiti ad abitazione principale, alcune detrazioni a favore del conduttore che, come previsto dalla stessa norma, non si cumulano. Il contribuente può scegliere quella più conveniente, sempre che sussistano le condizioni richieste dalla legge. A seconda delle specifiche condizioni richieste dalla norma, spettano le seguenti detrazioni:

1) ai titolari di contratti stipulati o rinnovati ex Legge 431/1998 (contratti liberi): - 300 euro con un reddito complessivo fino a 15.493,71 euro; - 150 euro con un reddito complessivo superiore a 15.493,71 euro, ma non 30.987,41 euro;

2) ai titolari di contratti stipulati o rinnovati ex art. 2, comma 3 e art. 4, commi 2 e 3 Legge 431/1998 (contratti convenzionali), ad eccezione di quelli stipulati con istituti di edilizia residenziale pubblica: - 495,80 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro; - 247,90 euro se il reddito complessivo supera 15.493,71 euro, ma non 30.987,41 euro;

3) ai titolari di contratti stipulati o rinnovati ex Legge 431/1998, di età compresa tra i 20 e 30 anni, per i primi tre anni, purché l'immobile sia diverso da quello in cui risiedono i genitori: - 991,60 euro con un reddito complessivo fino a 15.493,71 euro;

4) ai titolari di contratti di locazione, soltanto se lavoratori dipendenti, che hanno trasferito o trasferiscono la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi (a non meno di 100 chilometri di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione), per i primi tre anni: - 991,60 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro; - 495,80 euro se il reddito complessivo supera 15.493,71 euro, ma non 30.987,41 euro.

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Interventi di ristrutturazione e detrazione per l’acquisto dei mobili.

Scritto da Super User. Postato in Dichiarazioni dei redditi - IMU, ISEE

I contribuenti che eseguono lavori di ristrutturazione di immobili residenziali hanno diritto a una detrazione Irpef del 50% per le spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo degli immobili su cui sono effettuati i lavori, con un tetto massimo di spesa di 10mila euro. La misura è contenuta nel decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2013, n. 90.