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"Blue Revolution - L' economia ai tempi dell' usa e getta" Spettacolo teatrale gratuito.

Scritto da ACLI BIELLA. Postato in Notizie Acli

12 maggio 2018

Lo spettacolo teatrale "Blue Revolution - L' Economia ai tempi dell' usa e getta" arriva a Biella il 12 maggio 2018, a Palazzo Gromo Losa, alle ore 20,45.L' ingresso è gratuito ed aperto a tutti.

“Per capire perché abbiamo scelto di scrivere e mettere in scena Blue Revolution basta un dato, rivelato dalla Ellen MacArthur Foundation nel gennaio 2016, in occasione del World Economic Forum di Davos: nel 2050, se continuiamo come oggi, nei mari di tutto il mondo ci saranno più rifiuti plastici che pesci” racconta Nadia Lambiase.

Così Nadia Lambiase, economista,  presidente dell' associaizone Pop Economix e autrice dello spettacolo, insieme al giornalista Paolo Piacenza e l’attore e autore teatrale Alberto Pagliarino. "L’economia ai tempi dell’usa e getta", spiega perché, dopo aver raccontato il brutto dell’economia in "Pop Economix Live Show" (nel 2017) la sua associazione abbia deciso di partire dal mare per raccontare, ancora con il teatro, come una nuova economia sia possibile.

Lo spettacolo si inserisce all'interno delle iniziative promosse dalle Acli di Biella, insieme alla Pastorale sociale e del lavoro, Caritas, Azione Cattolica, UCID, Piazza d'uomo, soci fondatori di Pace e Futuro, ed altre associazioni biellesi con l'obiettivo di continuare una riflessione sul tema del lavoro come punto di partenza per "prendersi cura della casa comune", ossia il nostro territorio fisico e relazionale, per renderlo sempre più giusto, equo, solidale ed accogliente.

 

Come nasce questa vostra seconda “conferenza teatrale”?

“Abbiamo risposto a una richiesta che ci arrivava da tanti: in oltre 400 repliche di Pop Economix Live Show dal 2011 a oggi, quasi sempre qualcuno del pubblico, alla fine dello spettacolo, ci chiedeva una soluzione al dramma di un’economia che aveva prodotto la crisi dei mutui negli Stati Uniti e la crisi del debito in Europa. La nostra risposta era sempre la stessa: noi non diamo soluzioni, vogliamo aiutare ognuno a farsi qualche domanda in più nelle scelte di tutti giorni e a informarsi per non essere complici. Però ci siamo anche resi conto che qualche segnale positivo potevamo darlo, sempre con il nostro stile, che è quello di far prevalere lo spirito critico. E così abbiamo deciso di raccontare come l’economia civile potrebbe cambiare le cose”.

Cosa è l’economia civile?

“Un paradigma economico riscoperto dagli studiosi italiani Zamagni, Bruni e Becchetti ma con radici antiche, per cui lo scopo dell’attività economica deve essere la ‘felicità pubblica’, come la chiamava Antonio Genovesi nel Settecento, e per cui il profitto non è l’obiettivo, ma solo una condizione – necessaria ma non sufficiente – dell’attività d’impresa, perché l’obiettivo si chiama bene comune”.

E cosa c’entra l’inquinamento dei mari?

“In quasi tutti gli approcci alla responsabilità sociale d’impresa, cioè nell’analisi del ruolo indiretto delle aziende sul mondo, si toccano tre aree cruciali: quella ambientale, quella sociale, cioè lavoro, welfare ecc., e quella economica, per esempio la governance e la trasparenza aziendale. Abbiamo deciso di partire dall’ambiente perché questa è la prima sfida, sotto gli occhi di tutti”.

Quindi Blue Revolution racconta la crisi ambientale?

“Sì, ma non solo. Raccontiamo la storia dell’economia che abbiamo conosciuto negli ultimi due secoli e mezzo: crescita straordinaria, idee geniali, scoperte e innovazioni, ma anche il primato del profitto e di un modello lineare per cui la produzione di rifiuti è un male necessario. Ora sappiamo che il profitto non basta e che gli scarti stanno soffocando il Pianeta. Il rischio ambientale globale è evidente: noi lo mostriamo parlando della plastica che ha invaso gli oceani. Ma raccontiamo anche come un giovane imprenditore canadese, Tom Szaky, sia riuscito a creare un’impresa di vera economia circolare, che non produce scarti, ma li trasforma in valore. E come lui tanti altri nel mondo, anche in Italia. L’economia circolare è la risposta che ci pare più coerente, in ottica ambientale, con un’idea di economia e di impresa civile, che si faccia carico del bene di tutti. Abbiamo anche deciso di lanciare una app, Mercato Circolare, la prima a mostrare al pubblico prodotti e servizi dell’economia circolare”.

Economia circolare ed economia civile attraverso il teatro, dunque. Perché proprio il teatro?

“Perché il teatro ha una capacità di coinvolgimento totale: consente di informare, di emozionare, ma chiede anche di reagire. È un ottimo antidoto all’informazione usa e getta: ci permette di riappropriarci del nostro ruolo nel tempo che viviamo. Stimola l’impegno. E, cosa per noi fondamentale, dà la possibilità di cambiare le cose mettendo in discussione anzitutto se stessi”

 

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Manuela Abbate