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"Presi per il PIL" Liberarsi dal dogma della crescita economica, scelte di vita per una crescita sociale.

Scritto da Servizio Civile. Postato in Notizie Acli

Immagine Presi per il pil
La Proiezione del film documentario "Presi per il PIL" (S. Cavallotto, A. Bertaglio e L. Fioramonti) approda anche a Biella, a Palazzo Gromo Losa (Piazzo) il 9 marzo alle 20,45. Durante la serata saranno presenti anche il regista Stefano Cavallotto, che racconterà da cosa è nata l'idea di girare il film, e Duccio Zola, esperto di indicatori di benessere sociale per Lunaria (una delle 48 organizzazioni della società civile che sostengono la campagna nazionale "Sbilanciamoci!").

 

Il dogma del PIL domina in modo assoluto sui media, in politica, nell’opinione pubblica. Sviluppo uguale crescita. E la crescita non può che essere l’aumento del Prodotto Interno Lordo. Ma sono in tanti a non essere d’accordo. Il PIL aumenta all’aumentare della produzione dei beni e dei servizi e calcola il valore monetario degli scambi. I limiti del PIL sono evidenti: più cibo viene prodotto e comprato in un paese, più aumenta il PIL; più energia ci vuole per scaldare una casa mal coibentata, più aumenta il PIL; più persone si ammalano ed hanno bisogno di cure mediche, più aumenta il PIL...Di fronte a questi aumenti, il benessere non cresce, anzi vengono prodotti degli sprechi alimentari ed energetici. Non solo economisti, studiosi e opinion-maker che nel film “Presi per il PIL” spiegano in modo semplice come il PIL abbia colonizzato il discorso politico ed economico, ma anche tante persone comuni che tentano nella loro vita quotidiana di liberarsi da questo assunto ideologico, adottando pratiche alternative. Nel film documentario alcune persone raccontano la loro scelta di vivere senza più inseguire il mito della crescita infinita imposto dal sistema. Sono persone che hanno scelto, ognuno nel suo ambito e a suo modo, di mettere in pratica nel quotidiano la teoria della decrescita. Alla proiezione sarà presente il regista Stefano Cavallotto.

 

Esistono poi degli indicatori che superano il mero calcolo dell’ammontare della ricchezza economica prodotta, ad esempio l’ ISU (Indicatore di Sviluppo Umano, diffuso dall’UNDP), un indicatore di benessere qualitativo. L’ ISU calcola la speranza di vita, i livelli di scolarità ed il reddito pro capite, riconoscendo questi tre elementi come fattori di progresso umano. Un indicatore a marchio italiano, che si ispira all’ISU ma aggiunge altri fattori, è il Quars. Esso è calcolato annualmente dai partecipanti alla campagna nazionale “Sbilanciamoci!”, formata da quarantotto organizzazioni della società civile. Il Quars considera la qualità dello sviluppo e della vita nelle Regioni italiane sulla base di 41 indicatori statici distribuiti all’interno di sette dimensioni: Ambiente, Economia e lavoro, Diritti e cittadinanza, Salute, Istruzione e cultura, Pari opportunità, Partecipazione. Un indicatore che racconta davvero il benessere, poichè valuta le emissioni di CO2, la quantità di rifiuti pro capite, la percentuale di raccolta differenziata raggiunta, l’impronta ecologica, il numero di organizzazioni no profit attive su un territorio, la partecipazione delle donne nelle amministrazioni, etc… Verrà spiegato nel dettaglio durante la serata da Duccio Zola, esponente di Lunaria, associazione di promozione sociale romana sostenitrice di “Sbilanciamoci!”.

La serata è stata pensata ed organizzata da Acli Biella e Servizio Civile, GIT Banca Etica (Biella – Vercelli), OsservaBiella: l'osservatorio permanete delle povertà e delle risorse.

Vi aspettiamo, non mancate!

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Sergio Delpiano

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